FORZA ITALIA, DE CORATO: PDL SUPERATO ORA RUOLI CHIARI: FDI E’ LA DESTRA DEL DOMANI!

“Il Pdl è un’idea superata, messa in discussione ben prima che dalla nascente Forza Italia da noi di Fratelli d’Italia che ormai da mesi abbiamo dato vita a un nuovo partito. Non direi però che si è trattato di un errore. Rinnegare un progetto che ci ha portato nel 2008 a vincere le elezioni con un consenso del 38%, un successo mai raggiunto da alcuna forza politica nella nostra storia repubblicana, liquidare tutto questo come un errore mi semba riduttivo, inutile e anche poco rispettoso dell’impegno e della passione che avevamo messo nella coalizione. E’ ancora nitido il ricordo del Congresso di Roma del 2009 e degli esponenti di punta dell’alleanza che applaudivano con entusiasmo. Dire che si è trattato di uno sbaglio non aiuta neppure a interpretare la realtà che abbiamo di fronte. Fa bene invece Forza Italia a descriversi come altra cosa rispetto al Pdl. Infatti Forza Italia è un partito di centro. La destra oggi è rappresentata da Fratelli d’Italia. I ruoli sono ben definiti: a destra di Forza Italia ci siamo noi, partito moderno ed europeo, un officina per la Destra come è stata lanciata dalla Festa di “Atreju”, la casa di tutti coloro che hanno idee e principi di destra, ma anche di cattolici e di liberali che non si sentono rappresentati dal centro di Forza Italia. Il panorama politico è oggi molto chiaro, almeno quello del centrodestra, perché dall’altra c’è un gran caos e venti di guerra fratricida scuotono il Pd. Noi siamo sereni anche nell’analisi, ripeto non per forza negativa, dell’alleanza che ci siamo lasciati alle spalle e in prospettiva vediamo in Forza Italia un naturale alleato nelle sfide che il centrodestra ha davanti a sé, a livello locale e nazionale.”

REGIONE, DE CORATO: OSSERVATORIO DELLA LEGALITA’ ALER: ACCOLTA LA MOZIONE DI FDI QUASI ALL’UNANIMITA’

“Il Consiglio ha votato a favore della mozione di Fratelli d’Italia per l’istituzione di un Osservatorio per la legalità e la trasparenza che affronti il problema della morosità e degli abusivi delle case popolari così come denunciato dal Presidente Maroni lo scorso luglio e confermato dal Commissario Aler (ed ex Prefetto) Lombardi ancora la settimana scorsa. L’assessore alla Casa Bulbarelli ha accolto la nostra iniziativa e proposto che l’Osservatorio sia inserito nel testo di riforma Aler che si dovrà varare al più presto considerata la situazione di dissesto in particolare dell’azienda di Milano. Ricordo che il prossimo 26 novembre si discuterà esclusivamente di governance, mentre l’Osservatorio rientra in un progetto di legge più generale che affronterà il problema dei morosi, dei senza titolo, degli abusivi. Ecco quindi l’importanza di una mozione sull’Osservatorio per la legalità approvata alla quasi unanimità dal Consiglio. Il Commissario Lombardi nei giorni scorsi ha fatto il punto in Commissione Territorio ed è emerso, tra l’altro, che i canoni non pagati (che pesano per 52 milioni di euro sul buco di 80 milioni dell’Aler Milano) sono praticamente inesigibili a causa della crescente povertà. La situazione è grave, ma non tutti se ne sono accorti. I grillini hanno votato contro per paura di farsi scippare il primato in materia di trasparenza e legalità. Nel centrosinistra abbiamo registrato due opposti orientamenti: mentre Rosati (e quindi il Pd) ha compreso lo spirito di indirizzo della nostra mozione riconoscendo che a Milano c’è un problema di sicurezza legato agli alloggi Aler e ha votato quindi a favore perché c’è bisogno di un segnale forte per la legalità e la trasparenza, la Castellano (Patto Civico) prima ha annunciato di votare contro e poi ha dichiarato di votare a favore in virtù di una modifica che non cambia la sostanza dell’indicazione che veniva dal Consiglio. In pratica il Pd ha capito tutto e si è comportato di conseguenza, non così la Castellano, ex assessore comunale alla Casa che nell’ottobre 2011 davanti a Palazzo Marino aveva giustificato coloro che occupano abusivamente, mettendo in difficoltà chi invece ha diritto a un alloggio popolare e rispetta le regole. Per fortuna la mozione è stata approvata e di questo siamo molto soddisfatti per il futuro dibattito sulle Aler.”

REGIONE, DE CORATO: SI’ DI FRATELLI D’ITALIA ALLE MOZIONI PER DIFENDERE LE PROVINCE E PER SALVAGUARDARE I LAVORATORI DEL GRUPPO RIVA

Le mozioni presentate in Consiglio regionale riguardanti, una, la difesa delle Province e, l’altra, la salvaguardia dei lavoratori lombardi delle imprese del Gruppo Riva vedono il nostro voto a favore. Nel primo caso per sottolineare come il disegno di legge del Governo Monti abbia creato un caos istituzionale senza precedenti. Grazie a Monti in Lombardia ci troviamo con Province come Varese e Como commissariate e Milano che andrà avanti fino a giungo 2014 ma con un futuro di completa incertezza e confusione. Il voto favorevole di Fratelli d’Italia vuole essere un segnale di disaccordo con il provvedimento del Governo Monti che ha raggiunto l’esatto contrario di ciò che si proponeva: invece del riordino dell’assetto istituzionale a livello locale ha creato un preoccupante disordine. Di fatto ci troviamo con quattro livelli istituzionali: la Regione, la Provincia metropolitana, la Provincia, il Comune. E lo dice uno come me che è convinto della necessità di superare le province. A questo punto la Regione è l’unica a poter individuare un migliore modello organizzativo. Per quanto riguarda il rischio che i siti lombardi del Gruppo Riva chiudano e che centinaia di lavoratori perdano il posto, attraverso il nostro voto favorevole alla mozione vorremmo sollecitare il Governo e in particolare il ministro Zanonato a intervenire velocemente e con iniziative concrete visto che finora non è stato fatto nulla di tangibile. Come ha detto oggi il anche Presidente Maroni non esiste che per motivi che prescindono dalla produttività di queste aziende la Lombardia debba sopportare questa perdita, perdipiù in un momento di grave crisi dove la disoccupazione è già a livelli allarmanti. Il Governo deve intervenire immediatamente.”

 

REGIONE, DE CORATO: “IMMIGRATI IN LOMBARDIA: DA 400.000 A 1 MILIONE E 200.000 DAL 2001 AD OGGI. CON I NUOVI SBARCHI RISCHIAMO IL TRACOLLO”

“L’indagine regionale sull’immigrazione in Lombardia, presentata oggi in Commissione Affari Istituzionali, dipinge una realtà, chiamiamola così, “impegnativa” per una regione che viene rappresentata come il Bengodi ma è molto provata dalla crisi e dalla fatica di integrare i nuovi arrivati. Un dato per tutti: dal 2001 ad oggi in Lombardia gli immigrati sono passati da 400.000 a 1 milione e 200.000, sono cioè triplicati. Un quarto degli immigrati presenti in Italia sono concentrati in Lombardia. Tra l’altro, 200.000 di loro sono in età da pensione ma avendo versato pochi contributi rappresentano un problema per le casse dell’Inps. Il fatto è che nell’ultimo periodo gli sbarchi sono tornati all’ordine del giorno. E qui dobbiamo dire quello che succede nella realtà: sappiamo che chi scappa dal suo Paese e arriva a Lampedusa, non chiede lo status di asilante, che prelude al riconoscimento della condizione di profugo, perché in questo modo sarebbe obbligato per legge a fermarsi nel territorio della Prefettura di riferimento. Invece preferisce rimanere clandestino e spostarsi dove sa che riceverà più aiuti. E dove va tutto questo esercito di clandestini? Ma in Lombardia naturalmente e soprattutto a Milano. La nostra Regione e il suo capoluogo devono affrontare costi abnormi per accogliere questo esercito di persone. A tutto ciò si aggiunge il problema dei minori non accompagnati: sappiamo dalle statistiche che con i nuovi sbarchi ne arrivano sempre di più. Ebbene, i minori non accompagnati sono totalmente a carico dei Comuni. La Lombardia non riesce a far fronte a tutto questo, anche perché, altro dato allarmante, ben150.000 immigrati hanno perso il lavoro per la crisi. Una situazione esplosiva. La nostra regione deve cominciare a pensare a queste persone, che erano già integrate e che adesso per sopravvivere corrono il rischio di divenire manovalanza della criminalità organizzata. Interroghiamoci su come far fronte a questa difficilissima realtà invece di fare retorica, come il Comune di Milano e l’assessore ai Servizi sociali Majorino che per buonismo scarica sui contribuenti italiani i costi economici e sociali di questa grave emergenza.”

Inviato su Articoli set09 REGIONE, DE CORATO: “DOMANI IN CONSIGLIO CON FDI OSSERVATORIO ANTI MOROSITA’ ALER E INTERVENTO CONTRO CAMPO ROM DI MONTE BISBINO”

“Domani in Consiglio regionale sono all’ordine del giorno due iniziative di Fratelli d’Italia: una mozione urgente che istituisca un Osservatorio per contrastare morosità e abusivismo ai danni di Aler Milano; e una interpellanza sul campo rom di Monte Bisbino, teatro di fatti criminosi e al centro di un iter burocratico tutto da verificare che costerebbe al pubblico milioni di euro. La mozione Aler prende le mosse dall’allarme sui conti lanciato alla fine di luglio dal Presidente Maroni sulla base della relazione del Commissario (ex Prefetto di Milano) Lombardi: un buco da 80,5 milioni di euro che rischia di tradursi nel fallimento dell’Azienda lombarda. L’Osservatorio che chiediamo dovrà promuovere una gestione virtuosa ma, soprattutto, rimuovere i due principali problemi dell’Azienda, cioè la morosità degli inquilini e le occupazioni abusive. Su 80,5 milioni di buco, infatti, ben 52,7 milioni si devono alla morosità: l’Osservatorio dovrà mettere al centro questo problema e proporre interventi concreti. L’interpellanza sul campo rom di Monte Bisbino parte dalla grave situazione di illegalità all’interno dell’area e dal pericoloso livello di delittuosità per tutta Milano, testimoniato dai numerosi fatti di cronaca: sparatorie, accoltellamenti come quello davanti alla discoteca di via Padova, risse con lanci di molotov, detenzione di armi e droga e via dicendo. Sull’area sono state edificate costruzioni tutte abusive per le quali sono partite denunce penali e civili che porteranno a condanne con ammende pecuniarie. Poiché vi sorgerà una importante infrastruttura per Expo, l’area è interessata da un iter amministrativo per la sua liquidazione. Chiediamo di sospendere, se non ancora avvenuta, la liquidazione proprio perché i titolari delle abitazioni abusive saranno perseguiti e certamente condannati a pagare i danni alla pubblica amministrazione. Rilevo che domani avremo la possibilità di un confronto aperto in Consiglio regionale, ciò che invece non avviene in ambito comunale dove pure abbiamo posto il problema al Sindaco e alla Giunta senza però avere ricevuto né attenzione né tantomeno una risposta.”

SMOG, DE CORATO: “BENE MARONI: PER BATTTERE INQUINAMENTO LAVORARE SU VASTA SCALA. DAL COMUNE MISURE IDEOLOGICHE E UTILI SOLO A FARE CASSA”

“Il Piano per la qualità dell’aria approvato oggi dalla Giunta regionale è fatto di interventi concreti e di buon senso, studiati con una impostazione macroregionale, che presuppone la collaborazione di tutte le Regioni del bacino padano. L’investimento è di 2 miliardi di euro fino al 2020 per rendere l’aria finalmente più pulita. Non possiamo più ragionare a compartimenti stagni, senza una visione d’insieme, come se l’aria inquinata potesse venire fermata alle frontiere di una città o di un territorio. Occorre il contributo di tutte le Regioni del Nord per creare le condizioni di un ambiente più salutare. Per questo il Presidente Maroni ha coinvolto il ministro all’Ambiente Orlando e le altre Regioni settentrionali. E’ la prospettiva giusta con la quale lavorare, superando la frammentazione delle iniziative. Il progetto della Regione Lombardia sarà ratificato attraverso la firma di un Accordo di Programma con le altre Regioni e con il Governo. Con lo stesso metodo fondato sull’unitarietà delle iniziative la Lombardia promuoverà un cambiamento nelle politiche Ue di contenimento delle sostanze inquinanti. Gli obiettivi non possono essere uguali per tutti, la Pianura Padana ha una sua peculiarità climatica che rende più difficile ottemperare alle prescrizioni di Bruxelles, ma non per questo deve essere penalizzata. Le specifiche caratteristiche delle Regioni del bacino padano vanno riconosciute in sede europea, e anche in questo senso si muoveranno Maroni e il ministro dell’Ambiente. Il piano prevede inoltre azioni forti che vanno incontro ai bisogni dei cittadini lombardi come l’esenzione dal pagamento del bollo già dal 2014 per chi sostituirà la sua vecchia auto inquinante per un mezzo più sostenibile senza attendere il 2016, limite previsto per l’eliminazione degli Euro 3. Tutto questo parla di una pianificazione intelligente, che mette al centro il cittadino in questo momento di crisi economica. Il contrario di quanto fatto finora da Palazzo Marino in materia di provvedimenti anti-inquinamento. Le domeniche a piedi, che oltretutto costano 250mila euro l’una, non servono a niente, così come l’Area C, che è utile solo a fare cassa, tanto che la Regione non le ha neppure inserite nella discussione sul piano. Si tratta, come più volte abbiamo sottolineato, di misure ideologiche o, come nel caso di Area C, molto vantaggiose per le casse comunali, meno per la salute dei cittadini, visto che è dimostrato come il livello di inquinamento sia sempre lo stesso e le auto tra l’altro sono tornate a circolare come prima. I milanesi non hanno bisogno di qualcuno che li educhi al rispetto per l’ambiente attraverso iniziative anacronistiche come le domeniche a piedi o l’imposizione di dazi come l’Area C che svuotano loro le tasche senza alcun risultato positivo.”

GP MONZA, DE CORATO: “PROMUOVEREMO GRAN PREMIO ED EXPO. GIUNTA ARANCIONE SPENTA, NON COGLIE VALORE DELLE ECCELLENZE”

“Come capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia contribuirò in ogni modo alla tutela e alla promozione di un evento di livello mondiale come il GP di Monza e dell’Autodromo che lo ospita, anche in vista di Expo 2015. Fanno benissimo il sottosegretario con delega a Expo Fabrizio Sala così come l’assessore regionale allo sport Antonio Rossi a intervenire su questo argomento. Legare il nome di Expo al Gran Premio di Monza vuol dire prendere due piccioni con una fava e valorizzare entrambi gli eventi moltiplicandone la risonanza internazionale. Sorprende l’indifferenza nei confronti dell’Autodromo di Monza da parte del Comune di Milano che oltretutto ne è proprietario al 50%. La struttura ha bisogno di supporto per continuare a competere in un ambito particolarmente selettivo e concorrenziale come quello delle corse automobilistiche. Ma la Formula Uno evidentemente è tabù per la Giunta arancione, fredda e lontana dagli entusiasmi di milioni di italiani e di fan internazionali. Tutto ciò che è eccellenza non interessa il Comune di Milano che non coglie il messaggio di fiducia nel rilancio della nostra immagine internazionale contenuto sia nel GP di Monza sia nell’Expo. Del resto l’Esposizione Universale fu un’idea della Moratti, voluta dall’ex Sindaco e vinta grazie ad uno slancio generoso che con questa Giunta si è completamente smarrito.”

REGIONE, LEGGE ROM. DE CORATO: “DOPO VENT’ANNI CAMBIARE. NO AUTOCOSTRUZIONI, SI’ REGOLE RIGOROSE”

“La legge che abbiamo presentato sostituisce quella, ormai superdatata, del 1989. Da allora sono intervenuti numerosi cambiamenti sul fronte della presenza dei nomadi nelle nostre città, un fenomeno che è letteralmente esploso negli ultimi anni. Partiamo da una premessa fondamentale: la nostra legge stabilisce che il periodo massimo di sosta nei campi è di tre mesi prorogabile solo in caso di minori che frequentino la scuola dell’obbligo (quando sia comprovata la loro regolare presenza in classe!) I nomadi, come dice la parola stessa, sono popolazioni che si spostano da un territorio all’altro. Non sono popolazioni stanziali. Non è corretto, come fa il Comune di Milano con argomentazioni ideologiche e ambigue, attivarsi per trovare loro un alloggio stabile impiegando soldi pubblici e versandoli alle associazioni del terzo settore per acquistare case per i nomadi. Ma i nomadi non sono residenti stabili e non possono diventarlo quando fa loro comodo, complici le stesse istituzioni.

Ecco alcuni punti salienti della legge: è vietato ogni genere di autocostruzione all’interno dei campi e quelle ammesse devono rispondere alle norme comunali. L’ammissione ai campi è consentita solo a persone che siano in possesso di documenti d’identità (se cittadini italiani o Ue) o documenti che comprovino il regolare soggiorno nel nostro territorio e soprattutto che non siano stati destinatari di provvedimenti di allontanamento.

Per quanto riguarda i servizi socio-sanitari, i nomadi sprovvisti di cittadinanza italiana e non registrati all’anagrafe si atterranno alle disposizioni in materia di fruizione dei servizi alla persona valide per tutti i cittadini stranieri. Alla Regione spetta di stabilire gli indirizzi in fatto di prevenzione attraverso verifiche almeno quadrimestrali delle condizioni igieniche e sanitarie nei campi.

I Comuni possono disciplinare, tra le altre cose, le modalità di compartecipazione degli utenti nomadi ai costi di utilizzo dell’area. È previsto a livello comunale un comitato di gestione che effettua controlli periodici anche in collaborazione con le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e la polizia locale.

Tra gli obiettivi della legge l’organizzazione di corsi di educazione civica e di percorsi di integrazione in sinergia con i Comuni. I corsi dovranno favorire la conoscenza e l’osservanza delle nostre regole di convivenza civile. Il rispetto di queste regole è la base per una reale integrazione. Vogliamo introdurre criteri chiari e rigorosi che tutelino le popolazioni nomadi ma anche i cittadini lombardi. Basta buonismo, che fa male anche ai nomadi. Finalmente regole certe e un atteggiamento lineare che aiuti a comprendere come inserirsi correttamente nella nostra realtà.”

REGIONE, RIFORMA ALER. DE CORATO: “NO A SANATORIE PER ABUSIVI E MOROSI. AFFRONTARE QUESTIONE GOVERNANCE E RISORSE”

Sull’Aler c’è una questione di governance e una questione di risorse. Dobbiamo parlare anche di questo secondo aspetto, mettendo nero su bianco le risorse da investire almeno da qui a due anni. Abbiamo inserito nel Piano di Sviluppo queste valutazioni, ma senza accennare alle cifre. Adesso è il momento di passare dalla teoria alla realtà per rispondere alle richieste dei cittadini. Altri punti fondamentali: occorre riconoscere la specificità dell’Aler di Milano, la più grande immobiliare pubblica d’Europa con 70mila alloggi. Paragonarla all’Aler di Varese con i suoi 12mila alloggi non consente di risolvere i problemi. Si fa solo confusione. Va detto che a Milano, per esempio, c’è anche un problema di sicurezza e di ordine pubblico. 52 milioni di euro di morosità sono la prova che a Milano l’Aler, il Comune e anche le autorità di pubblica sicurezza, diciamo le istituzioni in generale, non sono volute intervenire contro gli abusivi. In sintesi, il problema Aler non può essere affrontato globalmente. Considero un bene che si voglia produrre una radiografia anche delle altre Aler perché questo check-up consentirà di mettere a fuoco la specificità di Milano. Noi, lo dico chiaramente, siamo contro ogni sanatoria: mandare segnali in questo senso significherebbe dare via libera ad abusivi e morosi aggravando la situazione. E poi basta con la vergogna di chi è assegnatario di una casa popolare e poi ha la seconda e terza casa al mare e in montagna e il fuoristrada sotto casa. Bisogna contrallare che il reddito continui a rientrare nei parametri richiesti e non abbia invece superato con il passare del tempo i limiti consentiti. C’è una zona grigia sulla quale nessuno vuole fare luce. Inauguriamo un nuovo corso di trasparenza e di imparzialità.”

ALER, DE CORATO: “L’EX ASSESSORE CASTELLANO INCOLPA LA REGIONE MA HA SEMPRE DIFESO GLI ABUSIVI”

“Le responsabilità del Comune di Milano nella vicenda Aler ci sono eccome. Come può l’ex assessore alla Casa del Comune, Lucia Castellano, scaricare tutte le colpe su Formigoni quando proprio lei davanti a Palazzo Marino disse pubblicamente che le occupazioni abusive di alloggi popolari in casi di particolare necessità sono legittime? La ricordiamo tutti, spalleggiata dall’immancabile Limonta, mentre pontificava difendendo gli abusivi. Un assessore comunale, una rappresentante delle istituzioni! Nei soli primi 18 mesi di amministrazione arancione a Milano tra alloggi Aler e comunali le occupazioni sono salite a quota 3.800 e gli sfratti sono scesi ad appena 90. Sappiamo benissimo che il deficit dell’Aler di Milano è causato soprattutto dalle morosità. Nel 2012, lo ha detto ieri Maroni leggendo la relazione del commissario Lombardi, ci sono stati ben 52,7 milioni di euro di morosità, una cifra spropositata. Chiediamoci come mai la situazione dell’Aler sia così grave solo a Milano. Quando governava il centrodestra a Milano c’era una task force Comune, Forze dell’Ordine, Aler, Regione per bloccare le nuove occupazioni, un pronto intervento puntuale ed efficace che coglieva gli abusivi in flagranza di reato. Dopo di noi il nulla. Il consigliere Castellano non faccia la morale alla Regione quando lei e tutta la Giunta hanno sempre dimostrato di tollerare e di essere amici di chi occupa le case popolari abusivamente. Il Comune non tenta neppure di verificare se chi è titolare di un alloggio popolare continui ad averne diritto, cioè abbia un reddito che rientra nei parametri stabiliti: spesso infatti il reddito nel tempo è cresciuto e sono in molti a possedere una seconda e terza casa pur continuando a vivere in una casa popolare. Milano è governata da una Giunta indolente e amica solo degli abusivi, dei clandestini e dei centri sociali. Ai cittadini onesti e perbene riserva solo e tasse e tagli ai servizi.”