LARGO PARTIGIANI A GIULINO DI MEZZEGRA, DOTTI:”SUBITO UN INTERVENTO DEL PREFETTO”

Tremezzina 01/09/17 - “La storia ha già detto quel che doveva dire. Sono passati 72 anni da quel 28 aprile 1945. Non mi sembra proprio il caso di alimentare nuove tensioni, cosa che è destinata a fare l’intitolazione da parte della Giunta comunale di Tremezzina di questa nuova via – Largo Partigiani Tremezzini – non in un luogo qualunque, ma a Giulino di Mezzegra. La decisione – per nulla condivisibile – è presa.  Mi rivolgerò pertanto al prefetto di Como, Bruno Corda, cui spetta l’autorizzazione ultima.  Anche don Luigi Barindelli – che da oltre 30 anni celebra la Messa in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci – ha più volte invitato a tenere i toni concilianti. Mi chiedo: perché proprio a Giulino di Mezzegra? Rispondo citando quanto scritto da un giornalista sul quotidiano “Libero” e cioé che ci sono luoghi – come Giulino – che incarnano la memoria di un Paese e per questo sono di tutti, senza distinzione di colore e di appartenenza. Sono un pezzo di storia, da qualsiasi parte la si guardi”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo la decisione della Giunta comunale di Tremezzina di dar corso all’intitolazione di “Largo Partigiani Tremezzina” a Giulino di Mezzegra, nei pressi di Villa Belmonte.

M4, DE CORATO: BENE STUDIO FATTIBILITA’ PER FERMATA A BUCCINASCO, FU FDI A PRESENTARE IN REGIONE ODG PER PROLUNGAMENTO

“Erano stati presentati da Fratelli d’Italia l’emendamento e l’ordine del giorno per il prolungamento della M4 verso i comuni dell’hinterland sud-ovest. Siamo quindi molto soddisfatti che la Giuta di Buccinasco abbia approvato l’accordo per lo studio di fattibilità del prolungamento. Il Comune di Milano era arrivato buon ultimo, molto dopo che in assestamento di bilancio, il 27 luglio 2016, un nostro ordine del giorno in proposito venisse approvato.

 

In Regione avevamo chiesto che la metropolitana 4 arrivasse fino a Buccinasco. Abbiamo invitato la giunta ‘a reperire adeguati fondi, interfacciandosi con i Comuni interessati, al fine di mettere in cantiere una fermata strategica per la mobilità’. In questo modo i passeggeri potrebbero andare da Linate fino a una nuova fermata che potrebbe sorgere nell’area di smistamento vagoni, a cielo aperto, che si trova tra Milano, Corsico e Buccinasco”.

 

REGIONE, ALER, DE CORATO: PRIMA GLI ITALIANI PREMIO RESIDENZIALITA’ 15 ANNI CHIESTO DA FDI ! STRANIERI DOVRANNO CERTIFICARE NO ALTRE CASE PAESI DI ORIGINE! PIU’ ALLOGGI PER AGENTI FORZE DELL’ORDINE

31 luglio 2017 “Oggi con l’approvazione in Giunta diventa operativo il Regolamento delle assegnazioni dei servizi abitativi pubblici . “Prima gli italiani”, per questo Fratelli d’Italia si è battuta in commissione per il premio di residenzialità e per l’obbligo di presentare un documento che attesti che i cittadini extracomunitari che chiedono la casa Aler non possiedano altri appartamenti nei Paesi d’origine. Siamo ormai di fronte al razzismo al contrario e noi non vogliamo discriminazioni nei confronti dei milanesi e dei lombardi, ma anzi la certezza che gli italiani vengano prima.

Secondo il nuovo regolamento  per accedere alla domanda di alloggio bisognerà avere la residenza in Lombardia da almeno 5 anni e chi è residente da almeno 15 anni avrà un punteggio maggiore. Questo per favorire chi nel tessuto sociale del nostro territorio ha vissuto e contribuito allo sviluppo.

Inoltre i cittadini extracomunitari che fanno richiesta di un alloggio dovranno (secondo la legge 445 del 28/12/2000) presentare un documento redatto dalla competente autorità dello Stato estero, corredata di traduzione in lingua italiana e autenticata dall’autorità consolare italiana, che attesti che il nucleo familiare non possiede alloggi nel Paese di provenienza.

Viene anche aumentata la quota di alloggi nei bandi a disposizione degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine.

Ora ci aspettiamo le barricate dei sindacati, ma andremo avanti per tutelare i diritti dei lombardi. Gli italiani hanno pagato di tasca loro le case popolari con le trattenute Gescal e ora hanno diritto a usufruirne. Gli immigrati non possono pretendere di arrivare qui e passare davanti a tutti i nostri poveri che sono in lista da anni. Eppure sfogliando il bando di concorso per l’assegnazione degli appartamenti Erp, si legge che i primi 5 in lista sono stranieri, così come 7 nei primi 10 e 58 nei primi 100. Africani, arabi, sudamericani, asiatici… Sono la maggioranza e non va bene”.

RAPINATA DONNA INCINTA, DE CORATO: MILITARI IN STAZIONI E TRENI. ANCHE PER ATM NON BASTA AUMENTO VIGILANTES, SERVONO SOLDATI SU METRO E MEZZI SUPERFICIE

“Bisogna mettere soldati sia nelle metropolitane che sui mezzi di superficie. Così come vanno messi sui treni e nelle stazioni. I vigilantes non bastano e quello che succede nelle stazioni è ormai un’emergenza.

 

L’ultima l’aggressione è avvenuta poche ore fa alla stazione di Milano Certosa, dove una donna incinta è stata presa a pugni e rapinata da un ragazzo della nuova Guinea. I luoghi di arrivo della nostra città sono diventati terra di conquista di extracomunitari pronti a tutto. Siamo anche arrivati all’arresto fai-da-te da parte dei cittadini esasperatati: il Comune a questi che hanno fermato il ragazzo della Guinea dovrebbe riconoscere l’Ambrogino! I tornelli e le telecamere proposte dalla Regione sono utilissimi, ma servono anche i militari, come abbiamo detto più volte.

 

Stesso discorso va fatto per i mezzi Atm. Oggi l’azienda annuncia che aumenterà i vigilantes del 30%: bene ma non basta. Abbiamo già visto per Trenord che le guardie giurate non sono sufficienti. Ci vogliono i militari nelle metropolitane, sia sui mezzanini che sui convogli. E ci vogliono anche sui mezzi di superficie: potrebbero salire e scendere insieme ai controllori, in modo da coprire un’ampia fetta di città e da proteggere i dipendenti Atm”.

 

VITTIME TERRORISMO, DE CORATO: BENE PDL BORDONALI, PRESENTEREMO EMENDAMENTO PER INCLUDERE ANCHE FORZE DELL’ORDINE E MILITARI CHE LAVORANO IN LOMBARDIA ANCHE SE NON RESIDENTI

“Presenteremo un emendamento alla legge proposta dall’assessore Bordonali per l’aiuto alle vittime del terrorismo, chiedendo che siano compresi anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine e dell’esercito che operano in Lombardia pur non essendo residenti. Nel caso dovessero essere vittime del terrorismo sul nostro territorio, devono poter godere degli stessi diritti dei cittadini lombardi.

 

Siamo pienamente d’accordo con le proposte dell’assessore e ci auguriamo che i lavori del Consiglio siano rapidi. Purtroppo il terrorismo è una realtà che ci tocca da vicino e la Regione deve essere pronta ad aiutare i suoi cittadini in caso di necessità.

 

Vorremmo però aggiungere anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine e dell’esercito che lavorano da noi ma magari non sono residenti. Sono persone quotidianamente in prima linea e particolarmente esposti agli attacchi terroristici, eppure lavorano per i cittadini con grande coraggio e dedizione. Per questo con l’emendamento che presenteremo intendiamo chiedere che, dovessero mai essere convolti in un attentato sul nostro territorio, godano degli aiuti della Regione anche se non sono residenti”

 

TRENORD, DE CORATO: QUANTE ALTRE AGGRESSIONI DOBBIAMO VEDERE PER METTERE SOLDATI SU CONVOGLI? O GUARDIE ARMATE SU TUTTE LE LINEE. ANCORA IMMIGRATO CHE SI AGGIRA CON COLTELLO, ORMAI UNO AL GIORNO

19 luglio 2017 “Ancora un controllore di Trenord aggredito. Quante altre aggressioni dobbiamo vedere prima di chiedere i soldati sui convogli? O quantomeno le guardie armate su tutte le linee. E il problema, ancora una volta, è che ci sono immigrati che si aggirano senza controlli e armati, come è successo due giorni fa in Stazione Centrale, dove un clandestino ha accoltellato un poliziotto: secondo le testimonianze, anche in questo caso dovrebbe trattarsi di un africano.

Questa mattina sul Piacenza-Milano un controllore ha chiesto a un passeggero di esibire il biglietto e si è trovato con un coltello conficcato nella mano (la lama ha trapassato il palmo da parte a parte), perché ha cercato di proteggersi l’addome. Dobbiamo chiedere i militari per garantire la sicurezza sui treni o quantomeno mettere le guardie armate su tutti i convogli. Gli aggressori sono sempre più violenti e troppo spesso armati.

Chiaramente i controlli non possono essere solo sui treni. Ogni giorno ormai si legge di un immigrato che accoltella, rapina, aggredisce qualcuno. Queste persone si aggirano per la città e le stazioni armate, ma questura e prefettura pensano di risolvere tutto solo con i blitz in stazione, che invece non servono a nulla se sono isolati. E intanto il Comune accoglie tutti e organizza marce di benvenuto quando ci sono già 6mila clandestini che non vengono rimpatriati. Secondo i testimoni l’aggressore del convoglio Trenord è africano, magari è l’ennesimo espulso che rimane tranquillamente in Italia”.

FUNICOLARE LANZO-SANTA MARGHERITA VALSOLDA, DOTTI: “DA REGIONE LOMBARDIA 60 MILA EURO PER LA MESSA IN SICUREZZA STAZIONE VALSOLDA”

Milano 19/06/17 - “Nella seduta odierna della Giunta Regionale, è stata approvata un’importante delibera relativa all’accordo con il Comune di Valsolda per l’esecuzione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza dell’immobile che ospita la stazione di Santa Margherita Valsolda della storica funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita. Un intervento che da tempo avevo sollecitato agli assessorati competenti (la proprietà stata acquisita anni fa da Regione Lombardia) e che rappresenta un primo importantissimo segnale di attenzione per garantire un futuro a questa storica funicolare. Regione Lombardia ha stanziato oggi 60 mila euro che permetteranno di garantire la manutenzione e la messa in sicurezza della stazione di Santa Margherita, oggi abbandonata. Il Comune di Valsolda ha dato la propria disponibilità ad assumere il ruolo di stazione appaltante per i lavori. Rinforzo e messa in sicurezza delle murature, manutenzione delle recinzioni, interventi sugli impianti e rimozione dei detriti sono alcuni degli interventi programmati che contribuiranno a ridare decoro alla stazione di Santa Margherita. Ringrazio l’assessore regionale Massimo Garavaglia e gli uffici di Regione per il lavoro portato avanti in questi mesi. L’ultima corsa risale al 1977, 40 anni fa. Da anni un Comitato – con il quale sia io che gli assessori “alla partita” abbiamo avuto modo più volte di confrontarsi – si batte per il recupero della funicolare. Ora bisogna lavorare tutti insieme affinché quello di oggi sia un primo passo all’interno di un percorso virtuoso”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia)

Petizione taglia business immigrati

Fratelli d’Italia ha presentato la proposta di legge per far sì che le cooperative che si occupano di migranti debbano rendicontare in modo puntuale e dettagliato le spese per la gestione dei richiedenti asilo. Oggi infatti non è così.

Le procedure per la gestione degli immigrati sono ferme a vent’anni fa, quando l’Italia dovette affrontare l’emergenza sbarchi dalle coste albanesi. Allora il Ministero dell’Interno redasse un regolamento (decreto ministeriale n. 233 del 02/01/1996) per facilitare le procedure per l’accoglienza. Tre pagine in cui si dettavano le indicazioni generiche e urgenti, senza dettagliare il capitolo spese e soprattutto senza alcuna disciplina in materia di bandi e rendicontazione delle spese. Quel decreto prevede, all’articolo 4 comma 3, la rendicontazione per gli enti locali, imponendo loro una dettagliata relazione sulle attività svolte e sulle spese sostenute, mentre per i soggetti privati non prevede niente di simile. E’ necessario modificare la normativa e prevedere per legge l’introduzione di una rendicontazione sia per i soggetti pubblici sia per quelli privati, prevedendo che il conseguente rimborso avvenga sulla base della spesa effettivamente sostenuta dagli operatori e non sulla base di rimborso forfettario pro-capite e pro-die.

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stop business immigrati def

REGIONE, DE CORATO: CHIUSO IN LICEO BERGAMO GIORNALINO ANTI ABORTO, MIA INTERROGAZIONE DISCUSSA OGGI IN CONSIGLIO, CHE INTERVERRA’ SU MINISTERO E UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE ANCHE PER MONITORARE PRESIDE

3 maggio 2017 “Oggi in Consiglio regionale abbiamo discusso la mia interrogazione sul liceo bergamasco Secco Suardo, dove il preside Mastrorocco ha chiuso il giornalino scolastico dove era comparso un articolo a favore della vita e contro l’aborto. Una studentessa si era permessa di scrivere un pezzo pro vita e il preside ha chiuso il giornalino. Non solo: la ragazza è stata anche obbligata a una sorta di mea culpa e a una lettera di autocritica in pieno regime sovietico. Dovremmo essere in un Paese libero ma evidentemente non in questo istituto.

PRESIDE VOLEVA GIA’ PROIBIRE PRESEPE – Protagonista è stato il preside Luciano Mastrocco, già noto ai media per aver censurato il presepe nella scuola di Celadina (Bg) nel 2014. Nell’interrogazione discussa oggi chiedevo di “sapere quali iniziative vorrà prendere Regione Lombardia al fine di garantire la libertà di pensiero per quegli studenti che vogliono esprimere le loro opinioni fuori dal coro all’interno del liceo”.

RISPOSTA SOTTOSEGRETARIO – Il sottosegretario Fermi ha risposto per voce dell’assessore Valentina Aprea, dichiarando che l’assessorato promuoverà presso l’Ufficio scolastico della Lombardia e quello di Bergamo un approfondimento e, in seguito, porrà in essere tramite il Ministero dell’istruzione e dell’università le iniziative opportune. La vicenda per l’ennesima volta sottolinea che in certi ambienti scolastici non c’è il libero pensiero ma la spade di damocle di un sessantotto portato avanti dagli stessi dirigenti scolastici”.

SICUREZZA, DOTTI: “DA REGIONE 7,6 MILIONI DI EURO PER VIDEOSORVEGLIANZA E DOTAZIONI POLIZIE LOCALI”

Milano 30-09-2016 -  ”C’è la sicurezza tra le priorità di Regione Lombardia, che si appresta a stanziare altri 7,6 milioni di euro per la videosorveglianza nei Comuni e la dotazione delle polizie locali. Lunedì l’approvazione dell’attesa delibera della Giunta regionale relativa ai “Criteri e Modalità di assegnazione” dei cofinanziamenti  ai Comuni (in forma singola o associata) che – va ricordato – coprono l’80% del progetto. Uno stanziamento importante che prende le mosse da un emendamento del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (approvato a fine luglio in fase di assestamento di bilancio): 5 milioni di euro la dotazione finanziaria dell’emendamento, finalizzato alla videosorveglianza. Così, dopo le 160 domande finanziate col precedente bando, lunedì la delibera della Giunta regionale metterà nero su bianco i criteri per il prossimo bando, che indicatavamente sarà pubblicato entro la fine dell’anno. Ad aprile per il territorio comasco – grazie all’iniziativa di Regione Lombardia – sono stati stanziati 600 mila euro per videosorveglianza e dotazioni delle polizie locali. Per i Comuni i cofinanziamenti per la videosorveglianza andranno dai 30 agli 80 mila euro. Per le dotazioni delle polizie locali dai 20 ai 50 mila euro. Da segnalare che saranno richiesti impianti di videosorveglianza d’ultima generazione. Una risposta concreta ai furti ed agli episodi di criminalità ed alla crescente richiesta di sicurezza dei cittadini, tenuto conto anche del fatto che le ultime statistiche mettono Como ai primi posti quanto a episodi di microcriminalità”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) annuncia lo stanziamento di altri 7,6 milioni di euro per videosorveglianza e dotazione delle polizie locali .

Di seguito, l’elenco dei progetti finanziati in provincia di Como con il PRECEDENTE BANDO (APRILE 2016) – La cifra complessiva per il Comasco supera i 600 mila euro

LOTTO A – Realizzazione sistemi di videosorveglianza – Importi finanziati :

- Argegno con Tremezzina – 80 mila euro; Bellagio – 80 mila euro; Colverde – 80 mila euro; Unione Terre di Frontiera – 80 mila euro; Valbrona – 30 mila euro; Como – 50 mila euro

- LOTTO B – Acquisto di dotazioni tecnico/strumentali e rinnovo e incremento parco autoveicoli -  Importi finanziati:

- Argegno con Tremezzina – 11.855,60 euro – Colverde – 41652,80mila euro – Gravedona ed Uniti – 45.680 euro – Bellagio – 32381,54 euro – Canzo – 35.173,39 euro – Como – 50 mila euro.