PROSTITUZIONE, DE CORATO A CARITAS: “REFERENDUM NON E’ RITORNO A CASE CHIUSE!”

“Oggi la Caritas Ambrosiana ha fatto sapere che, dal suo punto di vista, la legge Merlin sulla prostituzione ‘”è ancora attuale” e che abrogarla in parte significherebbe “svuotarla e lasciare una situazione di vacatio” che renderebbe possibile la riapertura delle case chiuse, alle quali sempre secondo la Caritas non si può tornare. Noi, come Fratelli d’Italia-An riteniamo invece che sia necessario un referendum per abrogare la legge attuale, che è ormai del tutto superata. Poi ci sarà tempo e spazio per discutere come realizzare una legge migliore.
In questo momento è fondamentale smuovere le acque, perché siamo in una situazione inaccettabile nella quale la prostituzione avviene sia in casa sia nelle strade, senza alcun controllo e senza alcuna protezione. Sotto gli occhi di tutti, bambini compresi. Nel merito entreremo dopo che sarà indetto il referendum, ad esempio con  il Disegno di Legge proposto da me, quando ero parlamentare, si potrebbero creare delle cooperative di prostitute che esercitano in casa sotto il controllo della Asl e della questura.
La nostra idea resta, dunque, quella di indire un referendum per abrogare la legge Merlin per il quale ci vuole l’adesione di 5 Consigli Regionali.. Poi ci sarà modo di discutere una norma che riesca a superare i limiti di quella attuale”.

MARO’, DE CORATO: MEGLIO PRIMA STESURA MOZIONE. COMUNQUE EFFETTO OTTENUTO: INDIA HA CAPITO NON GRADITA A MILANO

“Sotto processo c’è tutta l’Italia, non solo i nostri due marò. Per questo preferivo la prima stesura della mozione votata oggi in Consiglio Regionale, che prevedeva una più netta presa di posizione contro l’India, sgradita ospite a Expo 2015. Tuttavia l’apprezzamento suscitato dalla prima stesura da parte dei cittadini e il clamore mediatico hanno ottenuto comunque l’effetto desiderato: all’India adesso è ben chiaro che qui non è ben accetta. Non è ben accetto un Paese che detiene ingiustamente due nostri militari e che in due anni non si è neppure degnato di stabilire i capi di accusa. Si è parlato di terrorismo: un’accusa che peserebbe sulle spalle non solo di Girone e Latorre, ma di tutta l’Italia. A questo è dovuto il voto favorevole di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale”.

EUROPA, FDI-AN: “ABBIAMO VOTATO IL DOCUMENTO, MA VOGLIAMO UN’EUROPA DEI POPOLI E NON DELLE BANCHE

“Giustizia e sicurezza. Sono i due argomenti chiave del documento relativo alla risoluzione “Programma di lavoro della Commissione Europea – anno 2014 – e le politiche dell’Unione europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo”, approvato oggi dal Consiglio regionale che ha ottenuto il massimo appoggio da parte di Fratelli d’Italia-An. Sul fronte sicurezza il documento prevede di potenziare le politiche volte al contrasto dell’immigrazione irregolare. E ancora di rendere operativi gli accordi internazionali bilaterali con gli Stati extra Unione per favorire la detenzione dei cittadini extracomunitari negli Stati nei quali hanno la cittadinanza. In tema di giovani e disoccupazione, invece, sono previste azioni necessarie per favorire l’accesso al lavoro, l’adattamento dei lavoratori ai cambiamenti e la permanenza al lavoro stesso. E anche la piena attuazione ai programmi “Garanzia Giovani”. Ma non possiamo comunque dimenticare che siamo in mano a un’Europa nella quale la sovranità che abbiamo ceduto si è dispersa ed è andata a rafforzare una burocrazia senza volto e senza identità, che oggi impone scelte arbitrarie che stanno sempre più minando la nostra sovranità nazionale. Alla luce di questo, accogliamo con favore il documento di linee per l’Europa, ma la Lombardia e l’Italia devono lavorare per un’Europa fondata sul diritto delle nazioni e dei popoli e sul legittimo riconoscimento delle istituzioni che rappresentino gli interessi delle popolazioni e non delle oligarchie. Insomma, di un’Europa dei popoli e non delle banche e dei tecnocrati senz’anima”.

INFRASTRUTTURE LOMBARDE, FDI-AN: “BENE COMMISSIONE DI INCHIESTA, EXPO E’ LA PRIORITA’ DELLA LOMBARDIA”

“Siamo contenti che Maroni sia venuto in Aula a riferire di Infrastrutture Lombarde, e siamo favorevoli alla creazione di una commissione di inchiesta interna che faccia chiarezza sui fatti e sulle eventuali responsabilità. Come ha detto Maroni, la Regione non ha nulla da nascondere ed è necessario assicurare la continuità delle opere affidate alla società. Soprattutto quelle che riguardano Expo 2015. Ora la magistratura lavori per chiarire in tempi celeri la verità. L’Expo è una priorità per tutta la Lombardia. Ricordo, fra l’altro, che fino a questo momento le opere promesse per Expo e poi non realizzate non sono della Regione, ma del Comune. Sono le vie d’acqua e la M4”.

 

INFRASTRUTTURE LOMBARDE, DE CORATO: “BENE MARONI, COMMISSIONE D’INCHIESTA E NUOVI VERTICI. NESSUNO SCONTO PER CHI HA SBAGLIATO

“La vicenda che ha colpito Infrastrutture lombarde non deve offuscare l’importanza di Expo 2015 per tutta la Lombardia. Se qualcuno ha voluto maldestramente curare i propri interessi attraverso questo importante evento, la magistratura agisca in tempi celeri. Come Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale accogliamo con favore la commissione di inchiesta e la nomina di nuovi vertici per lunedì proposte dal presidente Maroni. Questo fa da supporto alla consapevolezza che questa maggioranza non ha nulla da nascondere. Auspichiamo in questo senso massimo rigore e severità nei confronti di chi ha sbagliato, perché questa vicenda, se i giudici accerteranno la consistenza delle prove, è un danno per tutta la Lombardia e per chi come me e la giunta di Letizia Moratti ha contribuito nel portare Expo a Milano. Un’occasione per Milano per la Lombardia e per tutta l’Italia. E non una mera opportunità per fare arricchire qualcuno”.

REGIONE, DE CORATO: “PD COME UN DISCO ROTTO RIPETE CHE GIUNTA E’ IMMOBILE PER NASCONDERE SUO IMMOBILISMO”

“Anche oggi il Pd è tornato a ripetere, per l’ennesima volta, che in questo primo anno di mandato la giunta di centrodestra guidata da Maroni non ha fatto ”grandi riforme”, accusandola di immobilismo. E’ da una settimana che l’opposizione ripete lo stesso mantra, come se fosse un disco rotto. Evidentemente ha bisogno di ribadire il concetto per autoconvincersi che davvero in questo anno in Regione Lombardia non è stato fatto nulla.Peccato che siano i fatti a confutare questa tesi. La verità è sotto gli occhi di tutti i lombardi, ed è opposta rispetto a questa costantemente millantata dal Pd. In questo primo anno di mandato la giunta ha istituito un sostegno finanziario per favorire lo sviluppo e l’avvio di nuove imprese, ha approvato una legge contro il gioco d’azzardo patologico, ha approvato la riforma dell’Aler e ha varato nuove esenzioni in materia sanitaria.Ancora, l’amministrazione di centrodestra ha approvato la moratoria sui centri commerciali, ha stanziato 130 milioni di euro a favore del Fondo regionale a sostegno della famiglia, e altri sette milioni per interventi a sostegno della maternità. Inoltre ha approvato la legge Impresa Lombardia e ha varato “CreditoInCassa”, con una misura da un milione di euro per lo smobilizzi dei crediti scaduti vantati dalle imprese lombarde nei confronti degli enti locali. Senza dimenticare l’esenzione dal pagamento del bollo auto per il triennio 2014-2016 per i veicoli nuovi e il taglio ai costi della politica effettuati dal Consiglio regionale.Accusare il centrodestra di immobilismo significa nascondere una realtà, diametralmente opposta, che è sotto gli occhi di tutti i cittadini. Chi è stato davvero immobile in questo anno è l’opposizione, che in Consiglio regionale ha portato poche proposte valide, e ora sa solo ripetere come un mantra che la giunta è immobile per nascondere il suo immobilismo”.

LEGGE MERLIN, DE CORATO: NO A PROPOSTA ABOLIZIONE TOTALE DEL COMITATO PROSTITUTE. VANNO CONSERVATE NORME ANTI-SFRUTTAMENTO

“La nostra proposta di un referendum per la parziale abolizione della Legge Merlin mira a difendere le donne, oltre che a regolamentarne il lavoro, le tasse e i controlli sanitari. Ecco perché siamo contrari alla proposta che oggi, in Commissione, è venuta a farci Pia Covre, portavoce del “Comitato per i diritti civili delle prostitute”. Chiede l’abolizione totale della legge Merlin, mentre Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha proposto una abolizione parziale. Devono infatti rimanere tutte le norme indispensabili per punire gli sfruttatori, per perseguire i violenti e per fermare i carcerieri delle prostitute che sono costrette a vendersi in strada. Con il vuoto normativo (auspicato oggi in Commissione da Pia Covre) che si creerebbe con l’abolizione totale delle legge Merlin, le città si trasformerebbero in un far-west in balia degli sfruttatori e le forze dell’ordine non potrebbero più neanche intervenire. La maggioranza delle prostitute infatti sono ragazze cinesi ,africane o dell’est Europa trascinate qui e schiavizzate da connazionali: basti vedere quello che è successo oggi, con la titolare di un centro massaggi cinese indagata a piede libero per sfruttamento della prostituzione di ragazze di diverse nazionalità.Procediamo quindi con la nostra proposta di referendum, l’unico strumento che abbiamo come amministrazione regionale per smuovere il parlamento. La legge Merlin è orami sorpassata, vanno fatti diversi aggiustamenti, ma l’abrogazione totale sarebbe un errore a danno delle povere vittime del racket”

MARO’, DE CORATO: “UNA VERGOGNA I RAGIONAMENTI IN PUNTA DI REGOLAMENTO SULLA VITA DEI DUE MARO’. L’ASSENZA IN AULA DI UN GRUPPO CONSILIARE E DI DIVERSI CONSIGLIERI RAPPRESENTA UNO SCHIAFFO ALLE ISTITUZIONI”

“Questa sera ci siamo trovati di fronte in Consiglio regionale a una situazione mortificante, con ragionamenti infiniti in punta di regolamento sulla vita dei due marò, da due anni detenuti ingiustamente in India. L’assenza di un intero gruppo consiliare e di diversi consiglieri al dibattito relativo a una vicenda che da due anni sta tenendo col fiato sospeso un’intera nazione rappresenta uno schiaffo alle istituzioni, ai due militari, ai loro familiari e a ciò che il caso dei due marò detenuti in India rappresenta per l’Italia. Responsabilmente siamo rimasti in aula, spiegando perché questo provvedimento avrebbe dovuto trovare grande coesione all’interno del Consiglio regionale. Ogni giustificazione, di fronte a questa vicenda e alle vistose assenze in aula, risulta pretestuosa”.