ZONA ECONOMICA SPECIALE, DOTTI: “REGIONE HA FATTO TUTTO QUANTO IN SUO POTERE. RISORSE IMPORTANTI DA REFERENDUM AUTONOMIA”

Milano 18/01/17 - “Due mesi fa  il Governo – nell’ultima Legge di Stabilità – se n’è guardato bene dall’inserire la Zona Economica Speciale tra le sue priorità, soprattutto per quanto concerne la copertura economica del provvedimento. Regione ha fatto tutto quanto in suo potere per accelerare l’iter dell’iniziativa che, ricordo, ha preso le mosse da una mozione di cui sono stato primo firmatario votata dal Consiglio regionale l’8 ottobre del 2013. E’ un passo importante che Regione Lombardia con il presidente Maroni sta sostenendo sin da inizio legislatura. Non va dimenticato che ogni anno Regione mette sul piatto 20 milioni di euro per la Carta Sconto Benzina. Risorse importanti finalizzate a far da argine alla concorrenza svizzera. C’è però un fatto nuovo in ottica Zona Economica Speciale: ieri il presidente Roberto Maroni ha annunciato che il 2017 sarà l’anno del referendum sull’autonomia della Regione e che dunque da lì comincerà un procedimento che deve portare la nostra Regione a tenere più risorse sul territorio. Questo potrebbe davvero rappresentare un segnale importante, prima ancora che il Governo e successivamente Bruxelles (altro passaggio per nulla scontato) riconoscano le peculiarità della Zona Economica Speciale. La Cgia di Mestra ha quantificato che ogni cittadino lombardo (inclusi neonati e ultracentenari) danno in solidarietà al resto del Paese oltre 5.500 euro l’anno, questo perché la Lombardia ha un residuo fiscale positivo di quasi 54 miliardi. D’accordo dunque la Zes e la necessità di contrastare l’esodo verso la Svizzera, ma guarderei con grande attenzione al referendum sull’autonomia, che davvero potrebbe rappresentare una tappa importante per lasciare una traccia sul territorio”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia)

 

FRONTIERE CHIUSE DOPO TENTATA RAPINA IN SVIZZERA, DOTTI: “MIGLIAIA DI FRONTALIERI INTRAPPOLATI PER ORE”

Milano 10/01/17 - “Il Consiglio regionale ha approvato oggi una mozione sottoscritta anche da Fratelli d’Italia dopo il caos generato a seguito della chiusura (decisa dalla Svizzera) delle dogane lo scorso 5 dicembre per una tentata rapina in Ticino. Un provvedimento “spot” che ha avuto quale unica conseguenza quella di intrappolare migliaia di lavoratori frontalieri di ritorno dal Ticino. Una palese violazione della libera circolazione delle persone. La mozione è stata votata all’unanimità. Toccherà ora alla Giunta ribadire al Governo alcuni concetti, primo fra tutti che la Svizzera da sola non può decidere alcunché. Questo vale anche per un altro provvedimento, quello della chiusura notturna dei tre valichi minori di Novazzano, Pedrinate e Ponte Cremenaga, deciso sempre dalla vicina Confederazione in assoluta autonomia, senza consultare né l’Italia né tantomeno l’Amministrazione delle Dogane. E’ bene che questi comportamenti poco edificanti dei nostri vicini non superino la soglia della tolleranza. Sin qui abbiamo cercato di tenere aperto un canale di dialogo istituzionale. Alla base però ci deve essere il rispetto delle regole, che francamente spesso viene meno da parte della Svizzera. Vigileremo – questa la richiesta al presidente Roberto Maroni e all’assessore Francesca Brianza – affinché la chiusura notturna dei valichi minori non trovi poi corrispondenza nei fatti”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo il via libera del Consiglio regionale alla mozione che impegna la Giunta ad attivarsi presso il Governo per evitare il ripetersi di quanto accaduto il 5 dicembre, con la chiusura delle dogane che ha “intrappolato” migliaia di frontalieri di rientro dal Ticino.

PESCA PROFESSIONALE, DOTTI: “TUTELARE I PESCATORI, PENALIZZATI DA UNA LEGGE NAZIONALE CHE METTE A RISCHIO QUESTO ANTICO MESTIERE”

MILANO 6/12/16 - “Distinguere le attività di pesca professionale con licenza dalle azioni di bracconaggio. E’ quanto ho chiesto nella mozione, approvata oggi dal Consiglio regionale a larga maggioranza, che impegna la Giunta a istituire un tavolo di confronto con le Associazioni dei Pescatori professionisti per valutare insieme le difficoltà emerse a seguito della normativa nazionale in materia di pesca (154/2016). La legge approvata dal Parlamento contrasta il bracconaggio, ma non tiene conto di alcune prassi tradizionali della pesca e mette così a rischio un antico mestiere e una tradizione che, sia pure a fatica, si mantengono vivi in alcuni territori lombardi. Nonostante l’Europa sia intervenuta più volte – alcune delle quali in modo farraginoso – a sostegno di questa attività, le difficoltà che continuano a incontrare i pescatori sono ancora molte. L’emanazione della legge nazionale numero 154 del 28 luglio scorso è infatti un tipico esempio di disincentivo e aggravio per i nostri pescatori. Un conto è chi pesca di frodo, un conto è chi lo fa di lavoro e che ora alla lista “dei rischi del mestiere” (assolutamente non preventivati) deve aggiungere il ritiro del mezzo, il sequestro delle reti e come detto l’arresto. Insomma, per l’ennesima volta si è fatto di un’erba un fascio, andando a penalizzare anche chi – con la propria attività quotidiana – garantisce un presidio fondamentale sul territorio e sui nostri laghi. Con questa mozione, chiedo (e con l’occasione ringrazio i colleghi che l’hanno sottoscritta) che Regione Lombardia apra un tavolo di confronto con le Associazioni dei pescatori di professione per arrivare poi a concretizzare una proposta concreta da sottoporre a Roma. La legge non ha tenuto conto delle peculiarità dei territori”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), primo firmatario della mozione a tutela della pesca professionale.

TRASPORTI VAL D’INTELVI, DOTTI: “ORARI A MISURA DI STUDENTI. RISOLTO PROBLEMA INTERSCAMBIO A COMO”

Milano 28/11/16 – “Mi sono attivato – su input di un gruppo di un gruppo di genitori che ha avuto come portavoce Isidoro Landi - per risolvere  la problematica dei trasposti scolastici sulla tratta Lanzo-Como, soprattutto nelle fasce orarie del mattino. I genitori, in particolare, chiedevano una rimodulazione degli orari e delle fermate, in particolare che tutti i pullman si fermassero in piazza Vittoria a Como, questo per consentire ai ragazzi di raggiungere le varie scuole in modo più agevole (piazza Vittoria è il maggior punto di interscambio in città). Da qui l’incontro con l’ingegner Annarita Polacchini (ad) e l’ingegner Fulvio Torregiani. A questo primo incontro ne hanno fatto seguito altri, in presenza sempre di Isidoro Landi, durante i quali sono state rimarcate anche la difficoltà - non da poco – del lungo tragitto che gli alunni debbono sopportare per raggiungere le scuole di Como. Gli uffici Asf si sono subito attivati per rilevare le pesanti problematiche (in termini di orari) sottoposte. Visto il problema, hanno cercato soluzioni percorribili, accettando la maggior parte delle proposte sottoposte, lasciando aperto un dialogo costruttivo coi genitori anche per il prossimo anno scolastico, per migliorare ulteriormente il servizio. Oggi possiamo dire con soddisfazione che TUTTE E CINQUE LE PRIME CORSE DEGLI STUDENTI, PROVENIENTI DALLA VAL D’INTELVI, SI FERMERANNO IN PIAZZA VITTORIA (come da richiesta). Da oggi, sulla linea C20 Como Lanzo verranno apportate le seguenti modifiche: la corsa n. 200013 delle ore 6.57 da San Fedele Intelvi verrà anticipata alle ore 6.52 e a Como raggiungerà il capolinea di piazza Matteotti transitando da piazza Vittoria”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo le modifiche alle corse del mattino di Asf lungo la tratta Lanzo d’Intelvi-Como, utilizzata dagli studenti.

SECONDO LOTTO TANGENZIALE DI COMO, DOTTI: “GUARDIA ALTA SUL FUTURO DELL’OPERA”

Milano 22/11/2016 – “Il Consiglio regionale ha votato oggi due emendamenti, uno dei quali presentato dai consiglieri di maggioranza comaschi, relativi alla realizzazione del secondo lotto della tangenziale di Como. Di certo la guardia resta alta sul futuro dell’opera e il voto dell’aula (emendamenti approvati a larga maggioranza) oggi lo ha ribadito. Ora vigileremo affinché le tempistiche vengano rispettate. L’indicazione del Consiglio regionale e dei consiglieri espressione del territorio comasco è chiara. Una cosa è il secondo lotto della tangenziale di Como, un’altra è la Varese-Como-Lecco. Mi sembra che l’indicazione del Consiglio regionale sia chiara. Basta dunque a polemiche inutili. Nell’emendamento si ribadiscono i sei mesi di tempo per la progettazione. E’ un impegno che ora va onorato”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo il voto di due emendamenti sul secondo lotto della tangenziale di Como in occasione della votazione del Documento di economia e finanza regionale.

RISTORNI, DOTTI: “DA REGIONE 4 MILIONI DI EURO ALLA PROVINCIA DI COMO PER STRADE E SCUOLE”

Milano 18/11/16 - “Segnale importante quello di Regione Lombardia che questa mattina – nella seduta settimanale della Giunta (riunita per l’occasione al Parco Tecnologico Padano di Lodi) – ha dato il via libera all’attribuzione di 9,38 milioni di euro alle Province di confine attraverso i ristorni dei frontalieri 2013. Risorse importanti e fondamentali per i territori. Alla Provincia di Como, sono stati assegnati ben 4 milioni 274 mila 960 euro che daranno destinati a interventi finalizzati a migliorare la sicurezza e la funzionalità di strade e scuole. Per quanto concerne le strade, da segnalare i 500 mila euro per “gli interventi di manutenzione”, ma anche il ripristino dei parapetti in Alto Lago (Dosso del Liro, 60 mila euro) e lungo le provinciali 13 della Val d’Intelvi (60 mila euro) e 15 di Erbonne (90 mila euro). Per le scuole spicca il rifacimento delle pavimentazioni del “Caio Plinio” e “Liceo Giovio” di Como e del “Terragni” (importo complessivo 300 mila euro). Infine – tema di stretta attualità – le opere sul ponte di Zelbio (70 mila euro) e sul viadotto di Plesio (70 mila euro). Da segnalare infine che sin da inizio legislatura attraverso la Commissione Speciale per i Rapporti con la Confederazione Svizzera si è cercato di instaurare con la vicina Confederazione un dialogo costruttivo finalizzato a tutelare da un lato il futuro dei nostri lavoratori frontalieri dall’altro i ristorni, linfa vitale per Comuni e realtà di confine”. Così il consigliere regionale (e vicepresidente della Commissione Speciale per i Rapporti con la Confederazione Svizzera), Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo il via libera della Giunta all’attribuzione di oltre 9 milioni di euro alle Province di confine attraverso i ristorni frontalieri 2013.

VARIANTE DELLA TREMEZZINA, DOTTI: “C’E’ QUALCUNO CHE REMA CONTRO? SITUAZIONE INTOLLERABILE”

Milano 17/11/16 – “Troppi silenzi sul futuro della variante della Tremezzina. Viene da pensare che ci sia qualcuno che remi contro. Non credo che la cosa purtroppo si possa risolvere in tempi brevi. Mettiamola così: questi ritardi sanno molto di freno a un’opera indispensabile per il lago, soffocato ogni giorno da traffico e ingorghi. Avanti di questo passo, il via libera non arriverà prima del settembre 2017. Tutto ciò non è tollerabile. La variante della Tremezzina è un’opera che da anni un’intera porzione di lago aspetta con grande trepidazione. Mi chiedo se questi ulteriori accertamenti non potevano essere risolti prima, includendo le modifiche nella progettazione esecutiva. Di certo, bisognerà attendere almeno sei mesi prima che il paesaggista incaricato da Anas concluda il suo lavoro. Dopodiché ulteriore beffa, la Soprintendenza – il cui “no” ostinato in tutte le sedi istituzionali sta paralizzando l’opera – avrà altri 120 giorni di tempo per rispondere. Siamo davvero finiti in un pantano da cui bisognerà uscire: Regione Lombardia ha fatto sino in fondo la sua parte. Ora il Governo dia un segnale. Va ricordato che la Soprintendenza è un ente ministeriale”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) commenta l’ulteriore stop in cui è incappato l’iter per la variante della Tremezzina, dopo che solo il 10 novembre la Soprintendenza ha consegnato ad Anas la lettera con le ulteriori prescrizioni da realizzare (nel tratto di Bonzanigo di Mezzegra) per arrivare al (possibile) via libera definitivo dell’opera.

REFERENDUM ANTI-FRONTALIERI, DOTTI: “CONSULTAZIONE STA PER NAUFRAGARE. IL TICINO NON PUO’ DECIDERE NULLA! STOP ALLA POLITICA DEGLI SLOGAN”

Milano 3/11/2016 - “E così il referendum anti-frontalieri “Prima i nostri” – come previsto – sta x naufragare. Facendo compagnia in qualche cassetto ad un altro referendum, quello del 9 febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa, che Berna non ha neppure preso in considerazione. Quanto a “Prima i nostri!” nessuna delle istituzioni ticinesi può decidere alcunché in materia. “Siamo fermi al palo” hanno dichiarato alcuni dei proponenti al sito Ticinonews. Con buona pace di chi tuonava che “dopo il 25 settembre nulla sarebbe stato piu’ come prima”. Cosa aggiungere: semplicemente che…noi l’avevamo detto! Il Consiglio degli Stati non può dar corso, in particolare, al Tavolo istituzionale che i proponenti il referendum reclamavano a gran voce. Semmai può esprimere un parere circa l’istituzione del Tavolo. Il Governo di Berna ha già lasciato intendere che la consultazione non può andare contro i principi della libera circolazione delle persone. Insomma, ancora una volta si è puntato in Canton Ticino più sugli slogan che sulla sostanza, chiudendo di fatto la porta al dialogo transfrontaliero”. Non è così che si affrontano le problematiche di confine. Pertanto è sempre attuale l’hashtag #giulemanidaifrontalieri“. Così il consigliere regionale e vicepresidente Commissione speciale Rapporti con la Confederazione Svizzera, Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo la notizia – rimbalzata dal Ticino – che l’applicazione del voto cantonale del 25 settembre sarebbe in un vicolo cieco.

LUNGOLAGO COMO, DOTTI: “REGIONE LOMBARDIA NON HA MAI ABBANDONATO NESSUNO. IN PRIMA LINEA PER RISOLVERE IL PROBLEMA PARATIE”

Milano 19/10/2016 - “Grande concretezza. Questo il filo conduttore dell’azione di Regione Lombardia sul tema paratie. Regione che in questi anni non ha mai abbandonato nessuno ed è sempre stata in prima linea con l’unico obiettivo di ridare il lungolago ai comaschi. Nessuno ha la bacchetta magica, ma sono certo che l’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi – dopo la riassunzione diretta da parte di Regione Lombardia (attraverso Infrastrutture Lombarde) della responsabilità relativa al completamento del cantiere delle paratie – saprà trovare una soluzione adeguata. E’ chiaro che arrivano il momento di accelerare, dopo il torpore che ha caratterizzato l’azione del Comune di Como sull’argomento principe della campagna elettorale del sindaco Lucini: le conclusione del cantiere delle paratie. Ai tentennamenti di Palazzo Cernizzi, Regione Lombardia contrappone concretezza e voglia di fare. Non mancano i precedenti: Legge sulle moschee, consumo di suolo, ludopatie sono argomenti forti che hanno visto l’assessore Beccalossi in prima linea, argomenti che ora caratterizzano l’azione di Regione Lombardia”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) alla vigilia del primo incontro sul “cantiere delle paratie di Como”, fissato per domani mattina all’Utr lariano, in cui sarà illustrato il percorso individuato da Regione Lombardia per completare il cantiere del lungolago e ascoltare proposte e suggerimenti.

 

RECUPERO SEMINTERRATI ESISTENTI: “LEGGE “COMASCA” DA OGGI IN COMMISSIONE TERRITORIO. INIZIATIVA A COSTO ZERO, CHE RIDARA’ VIGORE ALL’EDILIZIA”

Milano 13/10/2016 - “E’ iniziato oggi in Commissione Territorio l’iter d’approvazione della Legge per il Recupero dei Seminterrati*. Una Legge comasca che ha preso le mosse da una proposta di Ance e Confedilizia Como e che mi vede quale primo firmatario col collega Alessandro Fermi e sottoscritta anche dal consigliere segretario Daniela Maroni. Si tratta di un’iniziativa importante, che aiuterà le imprese edili – in un momento di seria difficoltà del settore – a riprendere vigore. Una legge a “costo zero” che può muovere investimenti senza consumare un metro di suolo. In pratica, si tratta di una Legge che permetterà di ristrutturare ciò che già esiste, ma che non viene sfruttato. Nelle prossime settimane – secondo il cronoprogramma indicato oggi dal presidente di Commissione, Alessandro Sala e dal relatore Fabio Altitonante – inizieranno le audizioni in Commissione. Uno dei parametri – per citare un esempio concreto – cui la Legge permetterebbe di derogare è l’altezza dei locali da recuperare, che non potrà comunque essere inferiore a 2,40 metri (mentre ad oggi la Legge prevede non possa essere inferiore a 2,70 metri), nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie. L’intenzione è di portare in tempi rapidi la Legge in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva”. Così il consigliere regionale Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) dopo il via in Commissione Territorio di Regione Lombardia all’iter d’approvazione della Legge per il Recupero dei Piani Seminterrati Esistenti.

*per uso abitativo, commerciale o terziario